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I corsi  

Le attività didattiche si articolano sia in una serie di corsi serali principalmente rivolti agli amanti del teatro che in laboratori pomeridiani, pensati per coloro che si vogliono allenare o preparare per un percorso accademico e, più in generale, per tutti coloro che desiderano approfondire.  

 pomeridiani:  

  • Lavorare di Luciano Colavero
  • Laboratorio di Fabiana Iacozzilli
  • Laboratorio di Francesco Zecca
  • Laboratorio di Andrea Pangallo

 serali: 

Completano l'offerta formativa alcuni  workshop intensivi  che solitamente si svolgono nell'arco di uno o due week end, attraverso i quali l'allievo  ha la possibilità di confrontarsi con tematiche sempre nuove in base al proprio orientamento ed interesse. 

 

Basato su un piano di studio integrato e personalizzato il percorso di approfondimento Corpo, Voce, Emozione mira a far acquisire all’allievo le basi tecniche del mestiere dell'attore.  Esso è orientato a chi vuole fare del teatro la propria professione ed intende prepararsi al percorso accademico ma anche a tutti coloro che nutrono la passione del teatro e vogliono cimentarsi con essa in profondità.

I corsi serali di recitazione sono invece suddivisi in base al livello di esperienza dei partecipanti:  il livello base pensato per coloro che per la prima volta si avvicinano al teatro, il livello avanzato orientato a chi invece ha già avuto qualche esperienza di laboratorio teatrale e desidera approfondire. Oltre alla recitazione, le materie oggetto di studio sono:  il coordinamento corpo-voce, l'improvvisazione, il ritmo e la musicalita',  la costruzione e la stilizzazione del personaggio.

 

Il corso di teatro comico permette, a chi lo vorrà, di approfondire particolari ambiti dell'arte della recitazione. Utilizzando e rafforzando la vena comico-umoristica che tutti  possiedono esso introduce alla comprensione dei meccanismi e delle tecniche che sono alla base della comicita', il tutto trasposto in performance caratterizzate da creativita' in scena e stilizzazione degli spunti emersi durante le improvvisazioni. 

Infine il corso di Dizione e Comunicazione, pensato per tutti coloro (non solo attori ma anche professionisti, studenti, manager)  che vogliono migliorare il proprio modo di esprimersi eliminando difetti e cadenze dialettali ed acquisire presenza e scioltezza nel rapporto con l'interlocutore

 L'assurdo: il teatro in frantumi

  a cura di Andrea Pangallo

 «Recise le sue radici religiose, metafisiche e trascendentali, l'uomo è perduto; tutte le sue azioni diventano insensate, ridicole, inutili» E. Ionesco

Quando il teatro e la drammaturgia del secondo novecento cessano di seguire le regole convenzionali, l’unico modo per definire questa perdita di unità e di senso è stato quello di teatro dell’assurdo. In realtà sappiamo che questa è una definizione di comodo, che semplifica dinamiche sceniche complesse e tutt’altro che assurde: I dialoghi sono ripetitivi, frammentari, privi di connessioni logiche e immersi in un'atmosfera onirica. Il linguaggio è privo di una logica consequenziale. L'azione è ridotta al minimo, ogni criterio di realtà scenica sconvolto. I personaggi sono creature incomplete e patologiche, immerse in situazioni spesso slegate dal tempo e dallo spazio. Le atmosfere sono un ibrido fra il tragico e il comico.

La drammaturgia contemporanea, con i suoi linguaggi minimalisti, reiterati e frammentari, ha messo in crisi la figuratività realista e le strutture narrative convenzionali precedenti, aprendo grandi crepe di significato che richiedono un attore-autore in grado di esplorarle e creare nuovi percorsi di senso.

Questa rivoluzione copernicana della nuova drammaturgia ha reso evidente la necessità di un “nuovo” modo di essere attore. Un attore che assimilati gli aspetti legati all’organicità dell’azione scenica derivata dall’ultimo Stanislavskij, sia capace di integrarli con le tecniche che organizzino la sua grammatica scenica. Organicità ed organizzazione quindi, due elementi fondamentali per l’attore contemporaneo per smettere di essere soltanto un interprete, ma diventare un creatore, cosciente del suo agire scenico e degli echi che ne vengono scatenati.

Il Corso vuole offrire un repertorio di strumenti pratici e teorici per esplorare il territorio della drammaturgia attoriale e delle tecniche di improvvisazione, dove estrema importanza avrà il frammento, la briciola di testo che, diventando azione, assume significato e peso teatrale.
Le tematiche e le strutture drammaturgiche di S. Beckett, H. Pinter, E Ionesco, J.S Sinisterra, A. Jodorowsky e S. Mrozek saranno lo spunto per una serie di sistemi di improvvisazione strutturata che approderanno a veri e propri nuclei di scene originali

- orario: 16,30 - 20,30 (lezione a cadenza settimanale di 4 ore)

 

per prenotarsi alla lezione di prova inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com 

Laboratori pomeridiani 

Corsi integrati di approfondimento che prevedono lezioni settimanali di 4 ore ciascuna.

 L’obiettivo è quello di fornire l’ossatura tecnica e gli strumenti pratici e teorici che un aspirante attore deve  necessariamente possedere prima di iniziare l’attività professionale  nel mondo del teatro.

La frequentazione costante porterà l’allievo a “respirare teatro”, a confrontarsi  esteriormente ed interiormente con esso, mettendo a fuoco i dettagli di questo rapporto e potenziando l’apprendimento. 

Laboratorio di  Fabiana Iacozzilli :  Martedì 16,30 - 20,30  (4 ore)

Laboratorio di  Luciano Colavero:  Giovedì 16,30 - 20,30  (4 ore)

Laboratorio di  Francesco Zecca :  Giovedì 16,30 - 20,30  (4 ore)

Laboratorio di Andrea Pangallo :  Giovedì 16,30 - 20,30  (4 ore)

 

I laboratori pomeridiani avranno inizio il 26 Settembre e potranno essere frequentati sia in blocco, per un totale di 8 ore settimanali, che singolarmente. A partire dal 6 settembre si terranno i colloqui di orientamento, per prenotarsi inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com

 Una parola non inizia come parola: è un prodotto finale che inizia come impulso, stimolato da atteggiamento e comportamento che detta la necessità di espressione." Il lavoro di Fabiana ha come obiettivo quello di spogliare l'attore per metterlo nella condizione di sentire l'impulso e viverlo fino in fondo nella sua nudità.

(Catherine B.,allieva)

 Fabiana è sempre concentrata sul far crescere persone di carattere, che non hanno paura del giudizio e che si divertano a sperimentare se stesse anche nel palcoscenico della vita, con coraggio e andando fino in fondo, qualsiasi cosa accada.
Una volta chiesero a Goethe che cosa cercasse in un attore ed egli rispose: "Soprattutto controllo di sé. Un attore che non è padrone di sé stesso, che non è capace di mostrarsi a uno sconosciuto nella sua luce migliore, in genere ha ben poco talento. E' la sua professione stessa che richiede una continua negazione di sé".
L'idea di autocontrollo di Goethe, corrisponde al concetto di crescere persone di carattere di Fabiana. L'autocontrollo non è soltanto una qualità per un attore, ma si può dire che sia il requisito principale per lo sviluppo del carattere. Per me questo corso è stato una vera e propria rivelazione, perché ho capito chi voglio essere nella mia vita: un essere umano dal grande carattere.

[Isaac P.,allievo]

 

 

 

 

 

 

 

 

Le lezioni di Francesco sono energia allo stato puro. Ridi, sudi, canti, ti commuovi, vedi le cose dai più impensabili punti di vista. In 4 ore provi di tutto, secondo un percorso che Francesco non lascia mai al caso e ne esci sempre carico e arricchito, umanamente e teatralmente

(Elisabetta O. allieva)

"E ti'adoperi, invece,premuroso, ad aiutare nel lavoroed a portar fortunaa quelli che ti chiaman vezzeggiandoti, mio caro
diavoletto e dolce Puck
."
Sogno di una notte di mezz' estate W. Shakespeare
Lui è magico....È un folletto.
Fortunatamente è in carne ed ossa e se lo si ascolta ti incanta. Come Puck.
(Letizia R.,allieva)
 

Si dice che uno dei più grandi sogni dell'uomo sia quello di essere sospeso nel vuoto e di volare. Fabiana ti insegna a non avere paura del vuoto, ma a goderne e a renderlo tuo amico in modo da poter far accadere qualcosa di reale e concreto. Fabiana ti insegna a volare 

(Francesca S.,allieva)

Il lavoro di Fabiana esplora il teatro a un livello profondo, alla ricerca, nell'attore, della concretezza dell'azione, al di là di ogni sovrastruttura. In questo lavoro l'emozione concreta che sprigiona l'azione va portata sempre 'fino in fondo, con coraggio'

(Evelina R Allieva)

  Corso di recitazione di livello base 

  Corso serale a cura di Elisa Bongiovanni, Marta Meneghetti, Ramona Nardo (La Fabbrica)

In tutte le lingue del mondo la parola recitare si traduce con “gioco”: jouer, to play, ecc. E il gioco è l’arte dell’improvvisazione per antonomasia. Due bambine che giocano a fare mamma e figlia non scrivono un copione, o due bambini che giocano ai soldati non scelgono i colpi prima di cominciare a giocare. Improvvisano.
Improvvisare vuol dire essere sempre nel momento, pronti al cambiamento e aperti alle azioni dei partner e alle reazioni del pubblico. Attraverso l’immaginazione l’attore fa di un muro nero un lago nella campagna russa, o di un pavimento di linoleum un bosco in piena Inghilterra e permette al pubblico di andare altrove dalla realtà di tutti i giorni. Improvvisare vuol dire usare l’immaginazione fino all’estremo.

COME SI SVOLGERÀ IL LABORATORIO:
Innanzitutto gli esercizi si chiameranno giochi. E proprio come giocano i bambini con tutto il corpo e tutta la voce così faremo noi. Ci saranno giorni in cui lavoreremo soltanto su “giochi” finalizzati a sviluppare l’immaginazione, l’ascolto del compagno o la percezione dello spazio, l’invenzione del personaggio, che saranno affiancati da due training base: quello fisico e quello vocale. Si partirà dalla base del training: ottenere una libertà fisica e vocale di base. Se il corpo e la voce sono liberi di conseguenza anche l’immaginazione lo sarà. E la prima azione è l’osservazione.
Il dizionario la spiega come “guardare diligentemente, tanto con gli occhi fisici che con quelli della mente”. Imparare a vedere realmente ciò che ci circonda, ci permette di essere i padroni di una fonte inesauribile d’ispirazione e di avvicinarci all’ altro, al personaggio…un vecchio, un bambino, un uomo, una donna, un animale, un oggetto…
Scoprire come un unico strumento, il corpo, può raccontare mille storie.
"Ciò che si vede dipende da come si guarda. Poiché l’osservare non è solo un ricevere, uno svelare, ma al tempo stesso un atto creativo."
(Søren Kierkegaard)

Il corso è rivolto a tutti coloro che si avvicinano al teatro, per passione o per semplice curiosita', con la voglia di divertirsi e di sviluppare le proprie potenzialità espressive e di comunicazione. E' prevista una "Open Class" finale aperta al pubblico  . 

orario: 21,00 - 23,00 (lezione a cadenza settimanale di 2 ore).

 

 per prenotarsi alla lezione di prova inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com 

 

 

Laboratorio finalizzato alla messa in scena  

Corso serale di teatro finalizzato a messa in scena diretto da Gabriele Linari e Alessandro Porcu

Riscoprire il teatro come un mestiere umano, guardarsi sul palco come portatori di gesti e di parole in grado di significare. Scolpire l'attore sull'impronta dei vizi e le virtù dell'Uomo. Fare ed essere mestiere, per non permettere che il mestiere muoia.  

Raccogliere i propri strumenti e prepararsi a suonare. Diviso continuamente tra tragico e comico, immedesimazione e straniamento, teatro e cinema, l'attore è spesso sperduto, insegue modelli di pietra e scorda il mondo delle sfumature, delle menzogne, delle sorprese. Rifletteremo sul concetto di "verità", nel teatro e non solo. Quello dell'attore, del teatro, è un mestiere ingrato, in continuo cambiamento... Per amarlo occorre disprezzarlo e riscoprirlo... L'attore vive sempre "con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole".

L'adesione al laboratorio è rivolto esclusivamente a partecipanti con esperienza. 

 per prenotarsi alla lezione di prova inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com

 Mastro Pasolini Performer 

Laboratorio serale a cura di Tony Allotta 

Pier Paolo Pasolini non riesce a stare in una casella di definizione, scrittore, poeta, intellettuale, drammaturgo, regista, artista visivo, veggente addirittura se si pensa alle sue visioni del suo tempo ancora così esplicative del nostro oggi. Questo laboratorio di teatro intende chiamarlo maestro della performance contemporanea, attraverso lo studio dei linguaggi da lui utilizzati per raccontare, attraverso le sue parole e le sue visioni, il nostro oggi e anche l'irraccontabile.
Il suo spaziare tra i generi e l'uso sempre personale dei diversi linguaggi e tecniche narrative e cognitive in cui però è sempre riconoscibile uno stile unico, tanto che oggi si usa l'aggettivo “pasoliniano”, può farci da guida in una ricerca teatrale variegata affascinate e molto stimolante.
L'aver scoperto di condividere il compleanno con questa figura inarrivabile, mi ha messo in una condizione di personale scoperta e sperimentazione per trovare un modo per dialogare nella mia vita e nel mio percorso artistico con Pasolini. Molto per me c'è ancora da comprendere, senza cadere nella ricerca accademica che non mi compete, quello che m'interessa è come quelle sue parole e visioni, possono diventare scena, creazione contemporanea che considera il passato come forza propulsiva che ci spinge in avanti nel nostro quotidiano e oltre.

Utilizzeremo di Pasolini i romanzi, i poemi, i racconti brevi, i saggi, i drammi, le lettere e le sue immagini a volte lunari per creare nuove partiture sceniche per rileggere le nostre vite attraverso la sua, il teatro sarà il mezzo principale del nostro viaggio scenico di quest'anno.

 

Questo laboratorio indaga sui confini, fisici, generazionali, geografici e sulla lontananza da un altro che per età, sesso, lingua ci sembra inizialmente irraggiungibile.
Un'indagine fatta di giochi teatrali, per cominciare a conoscersi secondo i parametri dell'arte scenica, esplorare i propri confini per tentare di spostare i limiti e oltrepassarli. Andare verso un altro, opposto a noi, mettersi nei suoi panni, per poi tornare nel proprio mondo cambiati profondamente.
Qual'è lo scopo dell'arte?
Avvicinare ciò che sembrava lontano e impossibile da raggiungere?
Cambiare il modo di guardare la vita?
Accendere nuove speranze che somigliano ad utopie?

- orario: 21,00 - 23,00 (lezione a cadenza settimanale di 2 ore).

per prenotarsi alla lezione di prova inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com 

Corso di Teatro Comico "dal Clown al cabaret" 

 Corso serale a cura di Stefano Vigilante 

 Il corso affronta  lo studio della comicità e dei principi che la regolano, partendo dal clown per arrivare al cabaret e punta a svelare e rafforzare la vena comico-umoristica soggettiva. Attraverso tecniche in cui l'allievo impara a gestire la neutralita' e l'esagerazione, la ricerca dell'abito comico, l'improvvisazione, i meccanismi della comicita, i tempi comici, il rovesciamento, il tormentone, il nonsense'.  Il programma è pensato sia per i neofiti che per coloro che hanno già avuto esperienze di laboratori teatrali e vogliono approfondire questo particolare ambito della recitazione. 

A fine corso è prevista un'esibizione degli allievi aperta al pubblico.  

- orario: 21,00 - 23,00 (lezione a cadenza settimanale di 2 ore)

per prenotarsi inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com 

  

Lavorare con le azioni Studio su finale di partita 

Laboratorio pomeridiano (livello avanzato) a cura di Luciano Colavero

Apro Finale di partita.
Dopo le prime righe – nelle quali incontro lo spazio e, quasi fosse un qualsiasi attrezzo di scena, inciampo in Hamm, “coperto da un vecchio lenzuolo, seduto su una sedia a rotelle” – dopo le prime righe scopro Clov, “immobile accanto alla sedia” e mi domando: se Hamm è “il re in questa partita a scacchi persa fin dall’inizio”, come ha detto Beckett, che pezzo è Clov? Gioca contro Hamm? Oppure è un suo pedone? O un alfiere? E se fosse un cavallo? Che percorsi farebbe in scena se fosse un cavallo?
Lascio in sospeso queste domande e continuo a leggere. Beckett stesso ha dichiarato che “gli scacchi sono importanti per la pièce, ma non sono l’unico gioco suggerito.” Continuo a leggere, mentre una parte di me insinua: non scordarti di individuare tutti i giochi suggeriti nella pièce. Va bene, me ne ricorderò. E vedi di farci un lavoro specifico. Va bene, lo farò. Adesso torniamo a Clov.
Dopo aver guardato le due finestrelle presenti in scena Clov “esce, e subito ritorna con una scaletta, la piazza sotto la finestra di sinistra, vi sale, apre la tenda. Scende dalla scaletta, fa sei passi verso la finestra di destra, torna indietro a prendere la scaletta, la piazza sotto la finestra di destra, vi sale, apre la tenda. Scende dalla scaletta, fa tre passi verso la finestra di sinistra, torna indietro a prendere la scaletta, la piazza sotto la finestra di sinistra, vi sale, guarda dalla finestra. Breve risata.”
È proprio vero, Beckett è un autore particolare. È un luogo comune, ormai, ma è certamente vero che per recitare i suoi testi un attore li deve avvicinare con lo stesso atteggiamento di un musicista. Non soltanto le battute, che sono evidentemente musicali, ritmiche, non soltanto le battute, ma anche le didascalie vanno avvicinate con l’atteggiamento di un musicista, vanno solfeggiate, studiate, eseguite con totale consapevolezza, come se fossero scritte su una partitura.
Clov ride. Io sorrido. La didascalia che ho appena letto mi dà lo stesso irrazionale piacere che dà a Krapp il pronunciare ad alta voce la parola “bobiiiina”. Sorrido perché già vedo la scena, già vedo quante versioni diverse della stessa camminata “rigida e vacillante”, con e senza scaletta, possono essere inventate dagli attori, e immagino le sfumature, i dettagli, le sorprese che ci aspettano senza neppure cambiare il numero di passi indicati da Beckett.
Chiudo Finale di partita, per il momento. Aspetto con trepidazione il momento in cui inizierà il corso di quest’anno, il momento in cui le parole potranno diventare azione

orario: 17,30 - 20,30 (lezione a cadenza settimanale di 3 ore).

 

 per prenotarsi alla lezione di prova inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com 

  

 


 Corso di Dizione e Comunicazione "Il sipario della Parola"

  a cura di Sabrina Dodaro

 Il programma è pensato per tutti coloro che vogliono migliorare il proprio modo di esprimersi (professionisti, attori ,studenti, manager), eliminare cadenze dialettali ed acquisire presenza e scioltezza nel rapporto con l'interlocutore. Il gruppo lavorerà su dizione, respirazione, articolazione della voce e coordinamento corpo-voce. Partendo dalla presentazione delle 7 vocali fonetiche e dalla loro corretta pronuncia, (es: "e" aperte/chiuse), si prosegue lo studio con la conoscenza delle regole fondamentali della dizione, dagli omografi e gli omofoni, alle labiali, dentali e palatali, le "s" e le "z" sorde e sonore. L'obbiettivo e' raggiunto attraverso l'applicazione di un particolare metodo didattico che consente di ottenere brillanti risultati attraverso esercizi di coordinamento tra movimento e parlato.  Ogni allievo riceverà in omaggio una copia del libro "IL SIPARIO DELLA PAROLA", di Sabrina Dodaro, edizioni CISU Universitaria.

- orario: 19,00 - 20,30 (lezione a cadenza settimanale di 1,5 ore)

 

per prenotarsi alla lezione di prova inviare una E-Mail a: lascaletta.teatro@gmail.com